Combinare attenta analisi storica e profondo studio dei mezzi di comunicazione è un’attività che si realizza ben poche volte al di fuori di specifici ambienti universitari. Ma probabilmente in molti, con la reale possibilità di scoprire effettivamente di cosa tratta, a mio avviso inizierebbero a interessarsi a ciò che la “storia sociale dei media” può raccontarci del mondo. Di ieri e, udite udite, soprattutto di oggi.

È una disciplina che sa il fatto suo a livello di fascino e

si muove scandagliando la graduale trasformazione dei linguaggi comunicativi mediatici, numerosi, senza mai trascurarne il preciso rapporto con tempi ed eventi storici.

Ma a partire da questa mini-definizione (personale e) obbligata per entrare nel merito della questione, di fronte a un ambito di lavoro di questo tipo, forse non esiste spunto più stimolante-barra-curioso dell’attivarsi in cerca di risposte a una domanda precisa:

quanto è grande lo zampino del passato nel presente che viviamo noi?

Ebbene un primo indizio, per iniziare a capirci qualcosa, lo ritroviamo nel fatto secondo cui la storia visiva dei media è una storia caratterizzata spesso da

  1. messaggi che vengono reiterati,
  2. schemi narrativi tradizionali che vengono riproposti,
  3. analogie simboliche che non perdono consistenza nel tempo.

Operando allora in questa direzione e vestendo insieme a me i panni dello studioso della comunicazione, è possibile porsi missions attuali oltre che, in teoria, appassionanti. Così, nell’ottica di una buona ricerca, io ho scelto questa:

individuare connessioni tra forme comunicative* del secolo scorso e tra forme di pubblicità di oggi, non solo a livello di elementi visivi e simbolici, ma anche di modi di comunicare che trovano ancora vita superato l’anno 2000.

*specialmente quelle sviluppate intorno a periodi significativi (le due Grandi guerre, il Fascismo, …).

Le catene associative che vi proporrò si sono formate o per qualche interessante rassomiglianza formale (forti analogie sul piano dello stile estetico/dei soggetti/della portata simbolica, ideale) o per una questione di marcate similitudini nelle espressioni comunicative linguistiche.

Per rendere chiara l’idea, non mostrerò le continuità o le differenze di un determinato brand o prodotto che dal Novecento è presente sul mercato ancora oggi – ad esempio, come comunicavano la Barilla e la Fiat nel ventennio fascista e come scelgono di comunicare adesso -, piuttosto realizzerò un lavoro di ricerca e di analisi critica su certi elementi di pubblicità attuale che rimandano comunicativamente ad alcuni spunti interessanti del XX secolo.

1

#Intro

In sintesi, presto vi metterò di fronte a una sorta di “diplopia”: una visione doppia di determinate immagini, che può essere dovuta o a una questione estetica o a una questione linguistica.

Mercoledì 23 gennaio iniziamo: pronti a scoprire insieme alcune tracce del Novecento che vivono nella pubblicità di oggi?

 


 

 

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Categoria

Comunicazione, Sotto la lente

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